legatura dell'arrosto

Cucina di base: come si lega un arrosto, o almeno, come lo lego io :)

Comodo e veloce da preparare , specie se come me poi lo si cuoce nella pentola a pressione, l’arrosto ci accompagna in tanti momenti che caratterizzano le nostre tavole dai più importanti ai più caldi famigliari e informali e in cambio di tutto questo esige poche attenzioni purchè si rispettino alcune regole: la legatura è la prima.

La carne si lega principalmente per mantenerla in forma e rendere la cottura omogenea da tutte le parti , se poi dovete fare lunghe cotture la legatura aiuterà a non far sfaldare il vostro brasato.
Ci sono tantissimi modi per legare un pezzo di carne, anche alla “come viene viene” , avete presente di quando girate lo spago da cucina tutto intorno al pezzo di carne a mo’ di salamotto casereccio e quando non ne potete più vi fermate ? Ecco va bene anche questa , ma se volte imparare il mio metodo, che è pratico anche perchè quando lo si deve togliere una volta cotta la carne viene via facilmente senza dover fare mille manovre ungendo e sporcando dappertutto, seguite le mie indicazioni che ho tentato di bloccare negli scatti fotografici e se volete poi leggete anche come l’ho cucinato così avrete pronto il vostro arrosto per la domenica che sta per arrivare 🙂

legatura dell'arrosto

Legatura e cottura dell'arrosto

Media

Ingredienti

  • 700-800 g circa di carne per arrosto (il mio è di maiale)

­Procedimento

  • Prendete un pezzo di carne per arrosto, il mio è di maiale, di circa 700/800g. Pulitelo dalle parti grasse che sono in eccesso. Con lo spago da cucina fate un cappio che infilerete nell’arrosto, tirate leggermente non occorre essere troppo violenti rischiereste di rovinare a la carne.
    legatura arrosto

Legatura dell'arrosto:

  • Con la parte lunga dello spago iniziate a legare la carne, passatelo sotto ritornate sopra e infilatelo sotto come vedete in foto.
    legatura arrosto
  • Continuate cercando di mantenere sempre al stessa distanza da un passaggio all’altro
    legatura arrosto
  • Arrivati in fondo passate il filo nell’altro verso e fermatelo con il filo avanzato dal nodo iniziale, ecco fatto il vostro arrosto è legato!
    legatura arrosto 4

Cottura dell'arrosto:

  • Versate una generosa quantità di olio, tanta da ricoprire la base del vostro tegame. In questo caso io l’ho cotto nella pentola a pressione.
    Rosolate bene da tutte le parti senza aggiungere nient’altro per non bruciare i vostri aromi in questa fase.
    cottura arrosto
  • Una volta rosolato bene dovrà avere questo aspetto!
    cottura arrosto
  • Ora potete sfumare con il vino, e aggiungere i vostri aromi, nel mio caso solo rosmarino e aglio, salate e pepate.
    Una volta che il vino avrà perso l’alcol, aggiungete un bicchiere di brodo e nel mio caso, in pentola a pressione, continuate a cuocere con il coperchio per circa 40 minuti. In una pentola normale la cottura tenderà a raddoppiare, se avete un termometro da cucina misurate il suo interno che dovrà aver raggiunto i 70 gradi circa.
    Togliete la carne, fate rapprendere eventualmente il sugo alzando la fiamma, l’arrosto si riposerà e sarà più semplice anche tagliarla, mi raccomando più è fredda meglio vi verrà il vostro taglio.
    cottura arrosto
  • Ecco qui il mio, la sua cottura da una parte….
    cottura arrosto
  • … dall’altra.
    Cottura arrosto

Note

Che fate anche voi domenica, arrosto?

 

 

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arrosto, Carne, inverno, maiale


Natalia

Natalia

Mi chiamo Natalia Cattelani, sono nata a Sassuolo (Mo), vivo a Roma dal 1990, da quando mi sono sposata. La passione per la cucina ce l’ho da sempre. Cucino con garbo, sperimento, metto insieme, do da mangiare alle figlie (Silvia, Chiara, Laura ed Elisa), al marito cresciuto con l’ottima cucina calabrese della madre, ai parenti di Sassuolo, agli amici di Roma, alle feste che ho organizzato per altri, conoscenti e figli di conoscenti, per battesimi, compleanni, campi scout, i bambini della casa famiglia San Giuseppe, amici di San Nicola, allieve della scuola Cuciniamo.ci di Roma.

Comments (15)

  • Anche io lo lego così, non so dove o da chi l’abbia imparato, ma è una cosa che mi viene naturale…
    Non lo faccio legare dal macellaio perchè…mi diverto!!
    PS: i biscottoni al latte sono strepitosi ^_^

  • Dopo il post sulla pulitura dei carciofi ci mancava proprio questo. Sono negata nelle legature, ci ho provato molte volte.. ma se me lo insegni tu credo di poterci riuscire. Sai, mi hanno insegnato che siamo figli dei nostri maestri, quindi se la maestra è brava… 🙂 preparati a ricevere un arrosto in bacheca (legato come, questo non lo so!)
    Un bacione grandissimo!

  • In questi anni da mamma a casa e da assidua telespettatrice della Prova del Cuoco forse qualcosina dovrei averla imparata :)! Ma è un po’ che non faccio l’arrosto “legato” da me…mi sa che dopo queste tue spiegazioni dettagliate e fisse sul pc, dovrò riprovare! Grazie come sempre per il tuo impegno. Aspetto la ricettina di domani a proposito della trasmissione eh eh!!! Ciao ciao Luisa

  • Devo ammettere che non mi sono mai cimentata in questa operazione, ci pensa mamma! 🙂 Però ti segnalo che ultimamente, anche quando facciamo degli arrotolati tipo galantina, usiamo la rete…si fa prima! 😉
    Buona Domenica a tutte!!
    Bye e Baci!

  • Sulla lòegatura come viene viene sono una maestra, mentre questa perfetta come la fai tu sono un disastro totale! Mia madre ha provato mille volte a spiegarmela, ma già al cappio iniziale sono impedita. Lei ha rinunciato, che con le tue foto ci riesca???
    Domenica non ho fatto l’arrosto ma le pizzette di cavolfiore che ti ho visto fare sabato alla PDC.
    Un abbraccio

  • Grazie mille sempre x tutti i preziosi consigli.. se posso chiedere una cosa anche se non l’extra con l’arrosto, vorrei sapere bene come si sterilizzato e poi pastorizzano i barattoli con le marmellate fatte in casa.. non ho mai capito bene, c’è chi usa microonde ecc.. ma vorrei la tua sicurezza e professionalità.. posso usare anche i vasetti pulito di altre confetture industriali?? Grazie mille sempre e in boccia al lupo x tutto..

  • Grazie cara nat x il link sulla sterilizzazione.. ti confesso che ci rinuncio già in partenza, troppo difficile e troppi rischi.. non pensavo, e sono convinta che non siano tanti quelli che fanno tutto giusto.. sal de riso anni fa parlò di usare il forno a 170° senza bolliture ecc. ma non ricordo bene cosa e come.. grazie lo stesso ma non mi ci metto mica!!!!

  • @debora – ti capisco benissimo, anche io quando facevo marmellate e conserve ( ora non ho più il tempo di preparare nulla) mi assicuravo di utilizzare vasi ben puliti , li mettevo a bollire in acaua per alcuni minuti o passavo al forno tutto qui come mi aveva insegnato mia madre . mi è sempre andata bene. una cosa era però tassativa rispettare : il tappo doveva essere sempre nuovo, perchè si diceva che quello usato poteva essere deformato (dall’apertura o dal suo utilizzo) e non garantire un perfetto sottovuoto.
    Lavare bene le verdure e asciugare la frutta. ecco magari non saranno regole ortodosse ma a me sono sempre bastate 🙂 un abbraccio

  • le pizzette divertentissime, anche se l’impasto mi era venuto un po’ troppo molle (o doveva essere così??) e ho aggiunto qualche cucchiaio di pangrattato. Poi i monelli le hanno condite a loro piacere. Visto che c’era il cavolfiore, gli ho lasciato cedere al peccatuccio del prosciutto cotto….Un abbraccio

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